Quanto dura l'olio extra vergine di oliva?

Meglio l’olio vecchio o il nuovo?

L’olio, a differenza del vino, non migliora con il tempo. I vecchi dicevano “Olio nuovo, vino vecchio” e avevano pienamente ragione. Con il tempo l’olio perde le sue caratteristiche. Se ben conservato il degrado è molto lento, ma non sempre ciò avviene. E’ bene quindi indicare in etichetta la campagna olearia per consentire al consumatore di sapere quando è stato prodotto. E’ buona regola consumare l’olio entro 12/18 mesi dalla molitura.

L’olio scaduto fa male alla salute?

L’extravergine non è un prodotto che scade come, ad esempio, il latte. Quindi un olio consumato dopo la scadenza non nuoce alla salute, ma sicuramente non ha più le caratteristiche iniziali. La norma stabilisce che la data di scadenza, indicata in etichetta, deve essere 18 mesi dall’imbottigliamento. Ecco perché è importante indicare anche la campagna olearia. E’ una informazione che ci fa risalire con precisione al periodo di molitura che è il più importante elemento di valutazione.

Si può conservare nell’oliera?

L’aria accelera il processo di ossidazione. Nell’oliera (o in una ampolla aperta) non è il modo migliore per conservarlo. Inoltre l’olio assorbe gli odori, quindi andrebbe conservato in un contenitore chiuso. Una legge del 2014 vieta l’uso delle oliere nei ristoranti e impone il tappo antirabbocco.

Si può conservare in frigorifero?

No, nel modo più assoluto. Va conservato in un ambiente fresco: la temperatura ideale è 15/16°. Sotto i 10° si condensa (si formano delle palline bianche) e perde alcune caratteristiche. Evitare di tenere la bottiglia o la lattina vicino ai fornelli. Gli sbalzi di temperatura accelerano il processo di degrado.